
Credit: FISG
Luca Spechenhauser è in gran spolvero ed è pronto a mettersi al collo la sua prima medaglia olimpica. Lui che, bormino classe 2000, a Pechino nel 2022 la medaglia l'aveva appena sfiorata perché nella staffetta capace di centrare il bronzo, dietro a Canada e Corea del Sud, era riserva. Ora, quattro anni dopo, Luca è maturato ed è cresciuto esponenzialmente dal punto di vista tecnico diventando uno dei punti di forza di una staffetta che ha tutte le qualità per poter salire sul podio. Ma il venticinquenne Spechenhauser scenderà sul ghiaccio della Milano ICE Skating Arena con la speranza di poter dire la sua anche a livello individuale, soprattutto sui 1000 metri dove nei recenti europei disputati a metà gennaio in Olanda ha conquistato uno splendido argento davanti al compagno di squadra Nadalini. E, in Olanda, Luca ha trascinato i suoi compagni, insieme a Pietro Sieghel, alla conquista dell’oro nella staffetta. Nel suo palmares può vantare un bronzo agli Eyof (il festival olimpico giovanile), due ori, due argenti e due bronzi agli Europei e due argenti e due bronzi ai Mondiali. A Milano arriva nel picco della forma e questo non è un aspetto secondario. Starà a lui (e al giovane bormino Mattia Antonioli classe 1996 – riserva a Milano Cortina 2026) tenere alto l’onore dello short track maschile valtellinese.
Dal nostro inviato Fulvio D'Eri - giornalista e inviato alle Olimpiadi per il Giorno - La Nazione e il Resto del Carlino


