Albosaggia Ponchiera: Stop al "Baby Calciomercato", quando la crescita dei ragazzi vale più dei trofei in bacheca

Redazionali

Lo sport giovanile vive spesso una pericolosa deriva. Troppo spesso, fin dai primi calci, i campi di periferia si trasformano in piccoli palcoscenici di una competizione esasperata, dove a pagare il prezzo più alto sono proprio i più piccoli. Panchine affollate, promesse disattese, gerarchie rigide e la mortificante sensazione di essere considerati solo "numeri" o, peggio, beni di scambio.
È contro questa deriva che si alza forte la voce di realtà virtuose del territorio, come l’ASD AC Albosaggia Ponchiera, decisa a invertire la rotta con una filosofia tanto semplice quanto rivoluzionaria: rimettere al centro il bambino e il suo diritto al gioco.
La denuncia: il calcio dei grandi applicato ai bambini 
Il copione, per molte famiglie, è fin troppo noto. Si iscrive il proprio figlio con l'entusiasmo della vigilia, sperando in un percorso di crescita sano. Poi arrivano le prime delusioni: la tribuna fredda d'inverno, la relegazione in squadre di "serie C" e la frustrazione di non vedere mai il campo quando la partita conta davvero.
Spesso le società parlano di "progetto", ma nei fatti applicano selezioni precoci e logiche commerciali che tendono a reificare il minore, trattandolo cioè come un investimento o un bene economico da valorizzare anziché come una persona in fase di crescita. Una mercificazione precoce che rischia di allontanare i giovani dallo sport prima ancora che possano innamorarsene. 
La risposta: un modello basato su etica e inclusione 
Di fronte a questo scenario, l’ AC Albosaggia Ponchiera ha scelto una strada diametralmente opposta, fondata su pilastri chiari e non negoziabili:
Tutti in campo, senza distinzioni: Niente "squadre di serie A o di serie C". Il minutaggio è garantito, perché ogni bambino ha il diritto inalienabile di giocare, di sbagliare e di imparare sul campo, non di guardare gli altri da bordo campo.
Porte aperte a tutti, nessuno escluso: Che il ragazzo sappia già palleggiare o che metta piede su un campo da calcio per la prima volta, l'approccio non cambia. Istruttori qualificati accolgono chi parte da zero, azzerando ogni barriera o timore di inadeguatezza.
Il gioco prima del risultato: La vittoria ossessiva viene bandita. L'obiettivo primario non è riempire la bacheca del club con trofei giovanili, ma formare atleti felici, sicuri di sé e capaci di vivere lo sport come momento di aggregazione e gioia.
Un invito alle famiglie 
La ricetta è racchiusa in un principio etico fondamentale: il diritto al divertimento viene prima dell'agonismo esasperato. Non serve che un bambino diventi per forza un campione a tutti i costi; deve prima di tutto sentirsi libero di esprimersi in un ambiente sereno e privo di pressioni inutili.
Per chi è stanco di panchine eterne e promesse vuote, l’ AC Albosaggia Ponchiera apre le porte con prove gratuite per permettere a genitori e figli di toccare con mano un nuovo modo di vivere il calcio. Perché un sogno, per restare tale, ha bisogno del campo, non della panchina
Giada Mozzi - Responsabile Attività di Base AC Albosaggia Ponchiera