
Una festa per i 10 anni di Penta Piateda che regala alla gente e al territorio una giornata di sport e divertimento. Un modo per ringraziare tutti e restituire l’affetto e la fiducia accordata alla società in questi anni. E come tutti i momenti salienti è giusto dare spazio alle parole e ai pensieri di chi ha gestito negli ultimi anni lo sviluppo di Penta Piateda, permettendone le crescita in sè e lo sviluppo di persone e atleti al suo interno.
Iniziamo con le parole di Roberto Contini, Direttore Sportivo della società e anima onnipresente in tutti gli aspetti calcistici e non. Sarà banale chiederlo ma è doveroso: cosa significano 10 anni di Penta Piateda e che sensazione danno?
<<Significano molto innanzitutto. Sacrifici, passione, costanza, programmazione, emozioni: dieci anni volano ma sono un pezzo importante di vita, non è qualcosa che si può dimenticare né far finta che non ci sia stato. Le sensazioni però sono quelle che danno forza e senso alla vita. L’emozione di veder migliorare le cose, anno dopo anno, un passo alla volta, è gratificante: veder crescere e formarsi uomini e donne, calciatori e calciatrici è motivo di orgoglio, più dei risultati sportivi che pur ci sono stati e anche di rilievo>>. Giugno è sempre tempo di bilanci nel calcio: che annata è stata e a cosa puntate per la stagione che verrà?
<<Beh direi per le stagioni che verranno: siamo abituati a darci un orizzonte temporale più ampio perchè è quello che deve fare un settore giovanile. Non pensare all’immediatezza del breve termine ma puntare al lungo termine, ai prossimi 10 anni per crescere e formare nuovi atleti e nuove persone che faranno parte del nostro territorio.
In generale non posso esimermi dal fare i complimenti, di nuovo, a tutte le nostre squadre per l’annata appena conclusa: tre categorie regionali mantenute, categorie provinciali che fanno da palestra per i futuri regionali, un’attività di base prolifica e di qualità che ci consente di avere tutte annate pure che si contraddistinguono ovunque. Non potrei essere più contento di ciò che abbiamo costruito>>. Una battuta o un augurio per i prossimi dieci anni?
<<Di arrivare in Serie A? Scherzi a parte la nostra missione è formare persone prima che atleti e poi dare consapevolezza e conoscenza ai calciatori. E poi chissà, il mare è grande e spero che qualcuno dei nostri possa arrivare lontano e ricordarsi da dove è partito>>.
Qualche domanda anche ad Andrea Gaburri, da anni responsabile dell’attività di base di Penta Piateda. Dieci anni sono tanti: una festa per dire chi siete stati e chi siete ora?
<<Sì, un percorso lungo, faticoso ma con ampie soddisfazioni anche grazie a chi ha iniziato a su questa strada prima che ricoprissi io questo ruolo da cinque anni a questa parte. A mio avviso dieci anni sono il tempo cha ha, che deve avere, un settore giovanile per accogliere gli atleti e lasciarli andare una volta compiuta la trafila e il concluso il percorso. Dieci è anche un numero significativo nel calcio, ci sembrava giusto fermarci per un istante e fare qualcosa che forse, nella nostra umiltà, facciamo poco: celebrarci e dirci grazie tutti assieme per il percorso fatto. Perchè nel mentre siamo cambiati e cresciuti noi come persone e siamo diventati una delle società più strutturate della Valle, sia per staff che per squadre, e che viene riconosciuta da tutti per come si comporta e per la qualità calcistica che sviluppa>>. Di cosa è più orgoglioso, provando a tirare le somme?
<<In generale di cosa abbiamo creato. Nella quotidianità spesso non troviamo il tempo di fermarci e ammirare il panorama. Ecco, oggi lo abbiamo fatto ed è come vedere il paesaggio: mi accorgo di quanto percorso abbiamo fatto, di come lo abbiamo fatto e delle persone che abbiamo formato, oltre che dei calciatori. Sono onesto, mi fa commuovere vedere tutto ciò. Forse sto diventando troppo vecchio>>.
Non potevamo non concludere con una battuta di Paolo Accoto, Presidente e primo tifoso Penta Piateda. Presidente, come ci si sente in una giornata così?
<<Invecchiati sicuramente! Insomma, dieci anni sono un pezzo di vita. Da un lato fa strano riguardare le foto e trovarsi ora con diversi capelli bianchi in più dall’altra però è una soddisfazione poter vedere scorrere il tempo e portare al territorio qualcosa che possa aiutare famiglie e ragazzi in questi periodi di forte cambiamento della società. Sapere di aver contribuito a creare un ambiente sano è quello che più mi inorgoglisce: sapere che i ragazzi, i nostri ragazzi perchè poi uno se li sente anche un po’ suoi, sono in uno spazio adatto a loro è il regalo più bello per loro e per noi adulti>>. Si punta ai prossimi dieci anni quindi... <<Sicuramente, la voglia e la passione sono quelle di sempre, ci piace avere un orizzonte davanti che dia a tutti il giusto tempo per far accadere grandi cose, sapendo però che va fatto un passo alla volta, con costanza e ritmo. Guardiamo al futuro ma con l’umiltà di chi sa di dover sempre imparare qualcosa>>.


